Gli schizzi di Hokusai: i Manga

L'opera più nota di Hokusai è la Mangwa ("bozzetti sparsi"), serie di schizzi in 15 album (1817-1848) dove in uno stile brusco, pittoresco e vario, l'artista rappresenta tutto un popolo in movimento, da quello della borghesia elegante ai lavoratori dei campi, la vita di tutti i giorni nelle strade, nelle case, nelle botteghe, con sfondi talvolta di fantasia, talvolta realistici.

Hokusai pubblicò 12 volumi dei Manga in un arco molto lungo di tempo, tra il 1814 (quando aveva 54 anni) e il 1834; altri 3 volumi furono pubblicati dopo la sua morte. L'autore riesce a creare un mondo complesso, grazie all'incredibile varietà dei soggetti, all'osservazione attenta dell'artista ed alla finezza del disegno; un mondo che può anche sopraffare quando si osservano gli schizzi la prima volta. I volumi di Hokusai ebbero un successo più grande di quanto usualmente accadeva con altri lavori di questi tipo e vennero più volte ristampati, quando ancora Hokusai era in vita e anche dopo la sua morte.

 
Su ogni foglio sono stampate due incisioni; il foglio veniva poi ripiegato con le immagini al di fuori e fissato ai due bordi. Così i dittici (le stampe composte di due sezioni) non sono stampati sullo stesso foglio, ma sono composti dalla parte destra di un foglio e dalla parte sinistra del foglio seguente. Su una striscia di carta sottile, applicata sul bordo ripiegato, è riportato il numero del volume e delle sue pagine. La carta è sottile, la stampa e il colore a volte appaiono molto leggeri, anche se le immagini sono chiare in ogni loro dettaglio.



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